“Superare i labirinti, prendere un paio di sedie e apparecchiare anche per il Minotauro, ché non si sa mai che non abbia una bella storia da raccontare”.

Questo ottimo consiglio proviene dagli autori di  http://cosera-quietiviveri.blogspot.it, dove si respirano le stesse atmosfere che hanno portato Storieria a scrivere storie di bioculinaria.

Le pareti della cucina hanno storie da raccontare ben più intime della camera da letto.

Le cucine sono intrise di incontri, di profumi, di sapori. E’ in cucina che persone, cibo, bisogni, intolleranze, gusti, creatività e umori si odorano, si toccano, si amalgamano, si fondono.

In cucina come nella vita, a un certo punto succede di voler cambiare a modo nostro le regole che ci sono state tramandate: modifichiamo le dosi e le modalità, aggiungiamo il nostro personale ingrediente nella speranza di dar luogo una evoluzione, per sentirci grandi. Se il risultato non ci piace, la ricerca ha un obiettivo altrettanto soddisfacente: riconoscere la validità dell’insegnamento appreso e farlo davvero nostro.

Ci si nutre per crescere, in fondo.