“Se non ti annoi a camminare con qualcuno in silenzio, hai davvero qualcosa da dire a quella persona” 

Effettivamente, come suggerito  (anche) da Caterina Bonvicini, l’atto del camminare è molto di più di una successione di movimenti delle gambe finalizzato al raggiungimento a piedi di una meta.

Camminare aiuta il pensiero. Lasciarsi guidare dai propri passi, meglio ancora se senza meta, conduce la mente in un altrove che diventa scoperta. E’ un modo per farsi da soli sorprese, oppure per testare se chi cammina con te ha davvero il tuo stesso passo – e non mi riferisco ai piedi.

Con Storieria ci capita spesso di passeggiare insieme a chi sceglie di affidarci le sue storie. Ascoltiamo e camminiamo. Strada facendo, raccogliamo emozioni, prospettive inattese e improvvisi raggi di sole che l’alchimia della scrittura cattura per sempre.