1987
Andrew si voltò e incrociò lo sguardo di Isabella. Ma fu molto di più.
Da qualche parte nel cosmo qualcosa fece “Zot!”. Inequivocabile.
Tutto intorno le parole, la trattativa per il noleggio dello scooter, la scelta del mezzo, tutto si faceva pretesto per restare agganciati in quegli sguardi. Ed era facile, era l’unica cosa possibile. Le parole proseguivano nel loro mestiere dando nomi alle persone e appuntamenti all’Harry’s Bar in serata, ma per Andrew e Isabella era in corso una trance. Nessuno dei due ha mai più ricordato nient’altro che quella sensazione.

2007
Isabella parcheggiò a un isolato di distanza, a ogni passo il cuore batteva un po’ più veloce. E ogni dieci passi si fermava, faceva un respiro profondissimo e riprendeva a camminare. Riconobbe l’insegna della gelateria al centro di un porticato. E riconobbe una figura di spalle seduto accanto a un grosso zaino. Gli si fermò a un passo e, venti anni dopo, lui si voltò.

2013
Eccoci arrivati ad oggi, sabato 26 ottobre 2013 nel villaggio di pescatori. 
Il paesaggio è cambiato. Del vecchio Harry’s bar resta l’insegna, i locali sono diversi, ma resta un posto accogliente, un po’ vecchio stile. Tutto intorno, 26 anni si vedono. Il porticciolo è affollato di barche a vela e yacht, sono nati centinaia di negozietti di souvenir, sull’isola c’è persino un piccolo aeroporto. Nonostante tutto questo, Kythira resta in ottima parte come era. È conosciuta proprio perché preservata dalla cementificazione grazie a un’attenta politica di salvaguardia che ne fa una meta per pochi fortunati alla volta. 
In questi giorni di ottobre l’isola è popolata di persone provenienti da tutto il pianeta per una cerimonia di nozze. Appuntamento all’Harry’s bar, poi grande festa nel cortile che 26 anni fa ospitava i motorini, nella casa che Andrew e Isabella hanno scelto per il loro futuro. 
Mancano all’appello Eva e zio Mikalis, probabilmente staranno in camera da letto a preparare qualche scherzo agli sposi. Magari appiccicano un poster di Bob Marley alle pareti appena imbiancate. Nonna Lella fa l’occhiolino.