Sì, lo ammetto! Ho fatto uso stupefacente di dating che, per chi facesse finta di non saperlo, vuol dire entrare in un sito d’incontri, mettere qualche foto, provare a scrivere di sé  qualche originale cavolata, spendere del tempo a cercare di conoscere molte donne, spendere anche qualche soldo per diventare “premium”, e sperare che ad una di queste venga l’irrefrenabile desiderio di venire a letto con te, senza dover passare troppo tempo a scriversi “la qualunque”.

Potrei raccontare mille motivi che con l’esperienza ho elaborato per rispondere all’inevitabile domanda che al primo incontro scatta inesorabile: “perché uno come te sta su un sito di dating?” Oltre a consigliare di aspettare che tale domanda venga posta prima di partire con  argomentazioni e scuse del cavolo, vorrei soffermarmi su questo oscuro argomento per iniziare a fare qualche considerazione e fornire suggerimenti.

Innanzitutto ci siamo e ci siete dentro in moltissimi e moltissime. Se per caso provassi a dire ad alta voce “Meetic”, per esempio in un locale più o meno figo durante l’ora dell’aperitivo,  si girerebbero in tanti e tante. Eppure nessuno lo ammette, come se la cosa fosse da sfigati. In termini puramente speculativi, inviterei gli eterosessuali a fare un calcolo costi/benefici per conoscere una nuova persona frequentando eventi o locali, spendendo una fortuna in tristissimi mojito o in improbabili bicchieri di sauvignon per ascoltare una miriade di fesserie.

Per rimorchiare “al buio” (cioè senza intermediazione di terze persone) funziona ancora bene e meglio, ad esempio, l’Esselunga a Milano e la DOC a Roma, solo che non si può andare a fare la spesa per casa troppo spesso. Ovviamente, restano mille altre opportunità per incontri tra single eterosessuali (a me è capitata una cosa bellissima in treno), ma avere la puzza sotto il naso per i siti di dating lo trovo almeno agé.  Gli amici gay mi riferiscono che  tutti questi problemi a loro avviso sono tipicamente eterosessuali ed italiani. Bene, se ci organizzassero lezioni miste  mi iscriverei volentieri.

Crisi galoppante a parte, la mia impressione è che la forza dei siti di dating stia anche nel fatto che alla fine ci si conosce tutti, che tutti siamo in una qualche rete, e che il meccanismo “ti presento l’amica single”  sia stato messo da parte per abuso di intermediazione. Non è un caso che nella cultura anglosassone, dove il dating è ben sdoganato, questo meccanismo sia stato virtualizzato e messo alla base di un fortunato portale.  Qui in Italia, dove mettiamo orgogliosamente la nostra vita nella piazza di Facebook, molte donne, non solo non ci mettono la faccia, ma usano prestare l’account ad alcune amiche. Non potete immaginare la sorpresa.

In ogni caso, essendo noi provincia del mondo, alla fine arriva anche qualcosa di interessante. Leggasi adottaunragazzo.it. Qui la genialità è arrivata a punti di eccellenza.  Innanzitutto è la donna che sceglie e alla quale vengono messi sistemi di selezione umana anche divertenti: il portale ha fatto sua una delle principali critiche ai siti di dating: “sembra un supermercato”. E infatti, sulle pagine di adottaunragazzo.it gli uomini vengono scelti e infilati nel carrello e ci sono pure le offerte speciali, ad esempio “pelosità: un baffo nel carrello, una barba offerta”,  “offerta speciale orsi, deliziosamente dolci”, “liquidazione totale di tutti i nostri ricci”. Poi hanno pensato di aggiungere una sorta di punteggio che si accumula sulla base delle attività  – dal mio punto di vista, più punti vuol dire ben altro. Infine, hanno di fatto tolto la chat puntando sulla sostanza dell’incontro piuttosto che sul perder tempo a chiacchierare. La versione italiana di Adottaunragazzo passerà alla storia per essere stato il primo sito di dating al mondo chiuso temporaneamente per un giorno a causa della troppa offerta maschile.  E’ storia di due settimana fa: sul sito appariva una scritta “siete in troppi, abbiate pazienza”.

Prossimamente su questo blog qualche ulteriore considerazione (perché a venti anni si sta su un sito di dating) e suggerimento (non scrivete mai di essere solari).