Io, a tutto rinuncerei, tranne a questa tazzina di caffé, presa tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato. E me la devo preparare io stesso, con le mie mani. Questa è una macchinetta per quattro tazze, ma se ne possono ricavare pure sei, per gli amici (…) Questo non è caffè, è cioccolata! Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice un uomo”.

Il grande Edoardo De Filippo esprimeva così il suo amore per il caffè in “Questi fantasmi”: dal  balcone di casa sua, dopo il sonnellino pomeridiano, dissertava con il suo dirimpettaio descrivendo non una bevanda, ma una filosofia, addirittura un’occasione per essere felici.

Per Edoardo il caffè costituiva un piacere comunque fosse bevuto, da soli in compagnia. Massimo Troisi la pensava diversamente, almeno in una famosa scena del suo “Scusate il ritardo”. Lui e la fidanzata, in assenza de ‘o professore, ne occupano la casa e il letto. Al momento di farsi un caffè, Troisi scopre che la macchinetta de ‘o professore è per una sola tazza. A suo parere, si tratta dell’emblema del “massimo della solitudine”.

Oggi attori hollywoodiani e atmosfere patinate promettono piaceri dal gusto esotico dispensati da eleganti elettrodomestici che imperversano nei salotti e nelle cucine più trendy. Chissà cosa ne penserebbero  Edoardo e Troisi, ma anche Domenico Modugno, De Andrè e i tanti che hanno dedicato al caffè molti momenti e qualche capolavoro.

Torniamo al balcone di Edoardo De Filippo. Dal dopoguerra a Napoli esiste l’abitudine del “caffè sospeso”: si pagano due caffè e se ne bene uno solo, lasciando una tazzina pagata a chi non può permettersela. Tradizione vuole che il dono sia sussurrato al cassiere del bar, altrimenti il gesto di generosità perderebbe il suo intento nobile per diventare un’azione da gradasso.

Dall’ombra del Vesuvio il caffè sospeso ha attraversato il pianeta e il Web diventando una pagina Facebook, nata a Dublino, che si chiama proprio “Suspended Coffeess – it’s about more than the coffees” ricca di storie di altruismo. La catena americana di caffetterie Stabucks ha adottato il caffè sospeso nelle sue sedi del Regno Unito devolvendo a una associazione benefica l’importo delle tazzine non consumate.

L’Australia sembra aver assorbito  più di altre nazioni la filosofia del caffè e la pratica dell’offerta. Anche lì, una pagina Facebook nata a Melbourne incentiva la tazzina altruista, ma è a  Sidney che hanno colto fino  in fondo il messaggio partito da Napoli. Come ci segnala Alessandra Colucci, una promozione dello scorso giugno del bistrot Metro St James è andata oltre (e a Storieria piace moltissimo): si paga con un bacio e così il caffè diventa effettivamente un’occasione per essere felici. Edoardo sarebbe d’accordo.