Ho aspettato a scrivere questo post per respirare fino in fondo l’atmosfera tipica di una fine a cui segue un inizio.

Con l’anno nuovo i buoni propositi sono un classico: chi si mette a dieta, chi comincia i cinque tibetani, chi promette di non rosicchiarsi più le unghie, chi si iscrive in palestra, chi decide di smettere di fumare.

Mi chiedo: perché essere sempre più buoni e più sani?

Ecco alcuni dei miei propositi:

– essere altezzosa e ostentare indifferenza con chi spara cazzate

– essere brutale con i miei amici, della serie: “scordatela, non ti caga proprio”

– sparigliare le carte, disordinare, sporcare e goderne

– litigare almeno una volta alla settimana con chi mi supera a destra

– dire una volta per tutte a quello del bar che non mi chiami “dottoressa”

– desiderare roba altrui, persone comprese

– dire alla mia amica di smetterla di indossare jeans di tre taglie più piccole: si vede!

– confermare senza alcuna diplomazia a chi so io che ce l’ha piccolo

– ribadire che se ce l’hai piccolo non c’è niente da fare, anche se pensi di saperlo usare

– potare le piante come voglio io e non come mi suggerisce la mia amica agronoma

– ricordarmi che il  tempo è prezioso, a cominciare dal mio

– mandare a quel paese chi mi impone la pulizia del parabrezza al semaforo, se io non voglio (e puoi essere nero, povero o barbone, lasciamelo così)

– praticare dolci ed inesorabili forme di vendetta

– essere fiera di appartenere a una minoranza

– commuovermi quando, invece, sento di far parte di una comunità attiva

– coltivare l’intolleranza: per le bugie, per la musica che non amo, per chi indossa pellicce, per chi si lamenta e per chiunque intralci la libertà degli altri, a cominciare dalla mia

– frequentare la lussuria in tutte le sue meravigliose forme

Si accettano ulteriori suggerimenti…. e tanti auguri! 🙂