Una nave, l’Arctic Sunrise di Greenpeace.
Un gruppo di attivisti che protestano pacificamente contro le trivellazioni di Gazprom nell’Artico.
Un’accusa di pirateria.
27 attivisti e 2 giornalisti free lance detenuti per due mesi.
Una petizione, da firmare qui per richiedere la loro liberazione e l’interruzione delle trivellazioni nell’Artico.
Cristian d’Alessandro, l’unico italiano tra gli attivisti, si trova con altri nel carcere di Murmansk, nell’estremo nord della Russia.

Questa storia al momento non ha un lieto fine.
Proprio oggi, 15 ottobre, si è tenuta l’udienza per la richiesta di scarcerazione su cauzione, ma il ricorso è stato respinto. Per tutti resta l’accusa di pirateria, secondo l’articolo 227 del Codice penale russo.

In una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, la mamma di Cristian scrive: “Cristian aveva il sogno di contribuire a costruire un mondo migliore ed ha creduto di poterlo fare pacificamente con i  suoi compagni di Greenpeace. Questo sogno adesso è una colpa, anzi un reato gravissimo”.

Storieria non ama scrivere storie di questo tipo. Eppure, crediamo che per far sì che non accadano più ognuno di noi possa fare qualcosa. In questo caso, basta una firma.
In tanti altri, è spesso sufficiente ricordarsi di essere persone. Significa che ognuno di noi, ogni giorno, compie delle scelte ed ha una responsabilità.

Raccontiamo le storie delle persone. Ciascuno è unico ed inevitabilmente portatore di un patrimonio e di un messaggio, ogni giorno: per se stesso, per il pianeta, per le future generazioni. Sempre.