Sembra che ogni anno sprechiamo quaranta giorni per rintracciare informazioni, oggetti e ricordi: dalle chiavi di casa al nome di un collega, dall’ennesima password al titolo di un film.

Joshua Foer, fratello giornalista del noto scrittore, nel suo libro “L’arte di ricordare tutto”, dopo aver assistito al campionato statunitense della memoria, ha cercato prove concrete per imparare a migliorare la memoria fino a livelli inimmaginabili.

I romani parlavano di ars memorativa e nei secoli le tecniche mnemoniche si sono moltiplicate.  Foer sostiene che “il cervello non dimentica nulla, tutto ciò che abbiamo avuto modo di osservare o a cui abbiamo assistito resta da qualche parte nella nostra mente. Ne resta traccia e rimane per sempre.”

Storieria sottolinea la sottile differenza tra ricordare e non dimenticare.